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L'incidentalità stradale in Provincia di Pordenone.

 
Di Anna Nogarino

In Italia gli incidenti stradali causano un morto ogni ora, un invalido ogni 20 minuti. Ogni giorno una colonna di 4 km di ambulanze si muove per il soccorso stradale. Ogni giorno ci sono 700 feriti, di cui 200 sono bambini. Se la tendenza continua un terzo dei bambini che nascono oggi verrà ferito almeno una volta. Ogni famiglia statisticamente, avrà nella sua vita qualcuno che sarà ferito. Il ?ume8dianni di vite attiva (prima della pensione) persi a causa di incidenti stradali, supera la somma degli anni persi a causa delle malattie cardiache e del cancro. La prima causa di morte per un ventenne in Italia come in Europa, è l'incidente stradale. S'a "situSe 'conosca dal 1981 al 19952 un leggero mutamento a livello europeo si registra una diminuzione dei decessi (-26) e dei feriti (-8/0), in Italia la diminuzione riguarda solo i decessi in quanto il numero di feriti risulta in aumento
(+15), il quadro che si presenta, rimane, comunque, intollerabile. Ma il motivo per cui questa condizione pur essendo "intollerabile", continua a sussistere, deriva dall'erronea convinzione che il fenomeno incidentalità sia in se casuale e che, quindi, sia al di fuori delle possibilità di azione.
In un rapporto pubblicato dalla CEE, invece, che raccoglie il contributo di un gruppo di esperti ex-ministri dei Trasporti di vari Paesi, vengono suggerite ottanta misure di sicurezza che se applicate, diminuirebbero sostanzialmente i danni alle persone. Queste ottanta misure riguardano: il comportamento, le infrastrutture, i veicoli, il pronto soccorso. Tra questi fattori, quello che maggiormente influisce sia sulle probabilità di accadimento del sinistro stesso che sulla sua gravita, è sicuramente il comportamento: la guida in mancanza di condizioni psico-fisiche adeguate (assunzione di alcool o sostanze stupefacenti, stanchezza, malori improvvisi), la guida distratta, il mancato rispetto della distanza di sicurezza, l'eccesso di velocità. Come esempio per tutti, basti pensare che dalla velocità dipende direttamente la gravita del sinistro: un pedone che viene investito ad una velocità superiore ai 40 km/h, quasi sicuramente riporterà ferite gravi. Se viene investito con una velocità oltre i 50 km/h ha possibilità di sopravvivere molto esìgue.
Perché non comporti situazioni dì perìcolo, la velocità dovrebbe essere inferiore a 30 km/h. Per individuare soluzioni adeguate ad ogni realtà, è quindi necessario conoscere i fattori che di volta in volta maggiormente concorrono a farne diminuire la sicurezza. Non basta affidarsi ai luoghi comuni; questi, in quanto generici, poco si prestano a rappresentare la specificità delle singole realtà, e possono portare "fuori strada". Partendo da uno studio sull'incidentalità stradale nella Provincia dì Pordenone emerge, per esempio, che, a differenza di quanto si crede:
* Nei mesi di giugno, luglio ed agosto il numero totale di incidenti è il 27 circa degli incidenti verificatisi durante tutto l'anno; l'86% sul totale degli incidenti avviene in giorni feriali ed il 75% in ore lavorative. (Nonostante la grande rilevanza che a questo aspetto si da sui quotidiani, gli incidenti stradali non avvengono solo durante l'esodo" estivo o durante il fine settimana).
* Nel 71% dei casi il fondo stradale è asciutto, nella maggior parte dei casi l'illuminazione stradale è sufficiente, la distanza di visibilità adeguata, e la segnaletica a terra e verticale è presente (le condizioni climatiche e infrastrutturali sono, quindi, favorevoli).
(Solitamente si crede, invece, che gli incidenti avvengano per Io più con il brutto tempo).
* II 61% dei sinistri si verifica in ambito urbano, di preferenza su strade comunali (62 ) In questo caso, quindi, non avvengono solo sulle autostrade o sulle strade di grande scorrimento.
* Gli incidenti che avvengono nelle notti di venerdì e sabato sono il 7% degli incidenti totali, e causano l'11% dei decessi totali. In questa realtà non è, quindi, spiccato il fenomeno delle "notti del fine settimana".
Infìne, viene invece confermato, anche nella Provincia di Pordenone, il trend italiano, che, negli ultimi anni vede un aumento del numero di incidenti e di feriti, ed una diminuzione del numero di decessi. Se da un lato può "tranquillizzare", dall'altro ciò non può bastare! Anche se il numero di decessi è in diminuzione, ogni anno muoiono circa 50 persone! Inoltre, da un rapporto dell'università di Colonia emerge che, ogni anno, un ferito su dieci tra quelli conseguenti ai sinistri avvenuti sulle strade europee, viene colpito da invalidità permanente. Rapportando tale dato alla realtà provinciale, si desume che delle 1700 persone che ogni anno riportano ferite a causa di incidenti stradali, 170 subiscono lesioni che portano all'invalidità permanente.
Che si debba fare qualcosa, è indubbio. Che si possa, ottenendo notevoli miglioramenti delle condizioni di sicurezza, ce lo dimostrano esempio europei ed italiani. Non resta che agire.

1. M, Haegi - Presidente della federazione Europea Vittime della Strada - in Atti del Forum di Broscia - 1993 - pag. 109 2. Relazione al Parlamento sullo stato della sicurezza stradale - Ministero dei Lavori Pubblici - agosto 1998 3. " Incidentalità e sicurezza stradale nei centri abitati minori" - Tesi di laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale presso lo IUAV - Anno Accademico 1998/99 Laureande: M. Fantuz e A, Nogarino - Relatore: Prof. A. Barp ". R. Willeke e altri. Azione COST 313, Institut fuer Verkehrwissenschaft. University o£ Koin, "Stima dei costi socio- economici degli incidenti della strada"- Germania, maggio 1990
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