La moderazione
del traffico. Qualche nota storica ed esplicativa.
A cura di Paola Spivach
Che cos'è e dove
nasce
II concetto di strada residenziale intesa come luogo di coabitazione
pacifica fra vetture e pedoni è nato in Olanda nel 1968. Da
allora, la circolazione in queste aree viene controllata da
un attento disegno della strada e da una serie di norme che
pongono sullo stesso piano tutte le utenze (auto, biciclette
e pedoni), regolamentando precedenze, velocità, sosta e assetto
della strada. Il tutto viene progettato insieme alla riorganizzazione
delle principali vie di scorrimento e alla sistematica messa
in sicurezza dei percorsi casa-scuola, moderando sistematicamente
la circolazione non solo nelle aree residenziali, ma in tutte
le "zone di attività sociale", dove il traffico viene loro
subordinato.
La moderazione del traffico, quindi, si basa sul rispetto
delle pluralità e contraddizioni relative alla coesistenza
di tutti gli utenti della strada, con particolare riguardo
per quelli deboli come bambini ed anziani.
Con la loro integrazione, essa sostituisce il concetto di
separazione delle utenze, che prevede aree riservate ai pedoni
ed aree riservate alle auto. La separazione a livello stradale,
infatti, spesso aumenta l'intolleranza se un utente si viene
a trovare nell'ambito "sbagliato", accentuando i comportamenti
aggressivi, a scapito del rispetto reciproco: la separazione
a livello urbanistico (lo zoning, per intendersi) è, inoltre,
l'origine di buona parte del traffico urbano. L'integrazione,
invece, costringe gli automobilisti a rapportarsi direttamente
con gli altri utenti in un contesto stradale dimensionato
e attrezzato per tutti, responsabilizzandoli e facendoli rendere
conto che non sono soli, come spesso sembrano intendere. Costringe,
quindi, ad una guida "tranquilla", che, non solo è sinonimo
di sicurezza, ma anche di minori emissioni sonore e di gas
di scarico, con una perdita di tempo decisamente insignificante
e un notevole risparmio di spazio.
Gli obiettivi
La diminuzione della conflittualità fra funzione urbana e
viaria, ha rilevanti conseguenze nel:
- tutelare la sicurezza di tutti gli utenti della strada attraverso
un generale miglioramento del disegno stradale, della visibilità
e della segnaletica;
- regolarizzare il flusso del traffico, rallentandolo e incanalandolo
gradualmente a seconda dei motivi e delle mete degli spostamenti,
sempre compatibilmente alla capacità ambientale degli insediamenti
circostanti e definendo delle aree a traffico moderato; -
favorire il trasporto pubblico e l'uso dei mezzi alternativi;
creare spazi pubblici non subordinati agli autoveicoli e alla
loro velocità, ma fruibili da parte di tutti, tenendo particolarmente
conto della sicurezza stradale, dell'accessibilità al (e del)
trasporto pubblico, delle limitazioni del traffico veicolare,
di pedoni e ciclisti, della disponibilità di parcheggi e della
qualità dell'ambiente.
PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA CONVIVENZA PACIFICA FRA CITTÀ
E AUTOVEICOLI
Caratterizzazione di spazi e percorsi pedonali di modo che
la strada non risulti solo luogo di scorrimento veicolare,
ma permetta lo svolgersi dì tutte le attività ad essa connesse;
Adattamento della velocità degli automobilisti alle esigenze
di ogni singola situazione urbana;
Visibilità e leggibilità degli spazi stradali critici.
Gli strumenti tecnici
L'approccio a scala urbana del disegno stradale permette di
perseguire obiettivi di tutela della sicurezza e di moderazione
del traffico per mezzo della canalizzazione del flusso veicolare,
del controllo degli, accessi residenziali e della percettibilità
delle aree di attività sociale. II disegno del dettaglio della
sezione stradale in particolari punti critici, come intersezioni
e attraversamenti, costituisce un supporto fondamentale ai
provvedimenti suddetti. In un contesto "moderato", infatti,
il disegno urbano ha conseguenze che si riscontrano ad ampia
scala.
mentre è il dettaglio l'elemento percepito direttamente dall'utenza.
Le soluzioni tecniche di disegno della sezione stradale sono
suddivise a seconda della funzioni che ricoprono. La configurazione
dell'ambiente è il primo mezzo per delineare le caratteristiche
insediative dell'area e indurre i conducenti dei veicoli ad
un comportamento adeguato.
Il verde, l'arredo urbano, la cura del manto stradale sono
gli elementi principali per sottolineare la valenza della
strada come spazio pubblico.
La tutela della sicurezza di circolazione e permeabilità trasversale
dipendono notevolmente dall'accuratezza del disegno stradale
e dagli elementi di protezione posti sulla carreggiata. Intersezioni
e attraversamenti sono i punti in cui si rileva il maggior
numero di incidenti, la cui responsabilità spesso non è esclusivamente
attribuibile ai soli conducenti, ma allo stesso assetto stradale
che non ne modula il comportamento.
La moderazione della velocità, infine, può venire controllata
da un adeguata larghezza della sezione stradale, da piccoli
dossi o da curve, sempre correlati fra loro, e posizionati
sistematicamente in prossimità di incroci ed attraversamenti
pedonali. La leggibilità degli interventi è l'elemento chiave
per un efficace approccio alla moderazione del traffico. Un
attento processo progettuale permette che la sezione stradale
rispecchi i bisogni degli edifici prospicenti rendendoli immediatamente
percettibili. I dispositivi di moderazione del traffico vengono
scelti in base alle esigenze predominanti dettate dalle attività
che si svolgono nell'area e dall'assetto stradale. In particolare
il concetto di corrispondenza fra pianta ed alzato si può
tradurre, dal punto di vista applicativo, proprio nella concomitanza
sistematica fra disegno stradale ed insediamenti urbani.
Gli elementi di moderazione del traffico devono, quindi, essere
parte di un insieme di provvedimenti diversi, integrati ed
inseriti sistematicamente nella progettazione. Solo per mezzo
di una loro adeguata associazione si ottiene un effettivo
adattamento del comportamento degli automobilisti. Applicando,
infatti, questa prassi di continuità, anche le strade di maggior
scorrimento veicolare appaiono come spazi pubblici di maggior
vita urbana, non illudendogli automobilisti di essere gli
unici utenti della strada.
Le zone a 30 km/h
L'idea della generalizzazione delta"guida tranquilla" si è
tradotta, a partire del 1983, nella nascita delle zone-30.
Il limite di 30 km/h aderivo, da una parte, dall'esigenza
di garantire agli automobilisti ragionevoli tempi di spostamento,
dall'altra, dalla necessità dì dare buoni margini di visibilità
(e frenata) ai conducenti dei veicoli. A 30 km/h. infatti,
i danni conseguenti un eventuale impatto con un pedone non
hanno conseguenze mortali come invece risulta a 50 km/h, inoltre,
l'impatto risulta meno probabile sia per ampliamento della
visuale del guidatore, che per la diminuzione del 50% dello
spazio di frenata.
Anche in questo caso, l'imposizione del limite non viene data
esclusivamente da una prescrizione segnaletica, ma la strada
è disegnata in modo tale da rendere "naturale" il rallentamento
degli automobilisti.
Svizzera e Germania hanno seguita tempestivamente questa politica,
e, nella nazione tedesca, una ricerca condotta sui risultati
conseguiti dalle esperienze applicative ha rivelato come,
se non si operava una variazione morfologica della strada,
ma semplicemente si sistemavano dei cartelli stradali, I'80%
degli automobilisti non li rispettava. In questo modo, questi
stati hanno modificato lupetto delle loro strade ottenendo
ambito urbano -da 50 a 30 km/h ed un abbattimento degli incidenti
del 47%.
L'evidenza dei dati riscontrati ha confermato che la regola
è stata accettata di buon grado in articolare grazie alla
sua applicazione generalizzata in tutto l'àmbito urbano. Attualmente,
in Svizzera, sono gli stessi cittadini a chiedere alle autorità
cantonali l'istituzione delle "zone-30" nei loro quartieri.
|
|